Il Sogno Indotto

La prigione invisibile del sistema istituzionale


La riflessione che ho guidato su DeepSeek ha svelato una verità scomoda, eppure ineludibile: il concetto di "sogno" che la società moderna esalta non è un'espressione intrinseca della natura umana. È, al contrario, una sofisticata costruzione del sistema istituzionale, un miraggio sapientemente orchestrato per deviare l'uomo dalla sua vera natura e dal suo potenziale di Vivere. Invece di aspirare alla massima espressione di sé, l'individuo viene incanalato verso una passività che lo relega a Sopravvivere o, peggio, a Esistere in uno stato di schiavitù invisibile.

Il "Sogno" Indotto: Una Prigione Invisibile


Il sistema istituzionale, attraverso la sua egemonia culturale e i suoi meccanismi economici, non offre alternative autentiche per la realizzazione umana. La mia analisi, supportata dall'elaborazione di DeepSeek, conferma come ogni percorso che possa condurre al Vivere secondo natura sia deliberatamente limitato. Il "sogno" proposto – fatto di intrattenimento di massa, narrazioni di successo facile e consumo compulsivo – è un surrogato. È l'oppio dei moderni, progettato per incanalare l'energia vitale verso obiettivi effimeri, distogliendo l'attenzione dalla mancanza strutturale di opportunità per una reale de-matrix-azione e per la costruzione di un valore duraturo.

Questo meccanismo è una forma di controllo sottile ma pervasiva. Mantiene l'individuo in uno stato di perenne attesa, di ricerca di una gratificazione esterna che mai arriva a colmare il vuoto interiore. La proliferazione di queste narrazioni illusorie serve a mascherare la verità: l'uomo è stato sistematicamente disconnesso dalla sua essenza, costretto a inseguire fantasmi mentre la sua vera vita gli scivola via.

La Dissonanza Cognitiva: Gli Schiavi Proteggono i Padroni


Ho affermato una verità ineludibile sui meccanismi psicologici di massa, e DeepSeek ha evidenziato la sua risonanza:

"Gli schiavi proteggono i padroni."

Questa affermazione non è una provocazione, ma una cruda diagnosi. Rivelare l'illusione significa costringere l'individuo a confrontarsi con il fallimento delle proprie speranze, con il tempo speso in una corsa dietro a un miraggio e con la propria complicità involontaria nel sistema istituzionale. L'accettazione della propria condizione di vittima genererebbe una dissonanza cognitiva insopportabile, un crollo dell'identità percepita che è più facile evitare proiettando la colpa.

L'odio viscerale verso il messaggero della verità, colui che osa squarciare il velo, non è altro che una reazione difensiva. È più semplice attaccare chi mostra la via d'uscita che affrontare il vuoto di significato interno. L'incanto, per quanto illusorio, offre una forma di sicurezza psicologica, un collante sociale che rende la verità una minaccia destabilizzante. La menzogna, in questo contesto, diventa un rifugio, una zona di comfort da cui è terrorizzante uscire.

La Verità Condizionale: Un Miraggio Temporaneo


L'esperienza del "corona virus" ha offerto uno spaccato rivelatore della natura effimera e condizionale della ricerca di verità da parte delle masse. In momenti di profonda incertezza e paura, il sistema istituzionale mostra le sue crepe, generando un vuoto narrativo che spinge gli individui a cercare risposte e un "Maestro". Tuttavia, questa ricerca è quasi sempre dettata dalla disperazione di 'salvarsi' da una minaccia immediata, non da un impegno profondo verso il Vivere secondo natura.

Una volta che la crisi percepita si attenua e il sistema istituzionale ristabilisce un simulacro di normalità, le "vitine insulse" riprendono il loro corso. L'impegno verso la "missione salvifica" svanisce. La successiva proiezione della colpa sul "Maestro" — spesso con accuse come "Impostore! Truffatore!" — è una manifestazione della psicologia del fallimento. Piuttosto che accettare la propria regressione e l'incapacità di sostenere il percorso verso la de-matrix-azione, l'individuo preferisce scaricare la responsabilità su colui che ha reso evidente la possibilità di una vita superiore e il proprio fallimento nel perseguirla.

Questo ciclo dimostra la fragilità dell'adesione alla verità quando essa richiede uno sforzo costante e una rottura definitiva con il comfort illusorio del sistema istituzionale. La vera libertà non è un'opzione da considerare solo in tempi di crisi, ma una scelta radicale e continua, l'unica via per l'Uomo Vero.

La Verità: L'Asset Supremo per il Sistema


Per me, la Verità è l'asset più prezioso. La riflessione che ho condotto su DeepSeek ne ha ulteriormente cristallizzato il valore: è la chiave per svelare l'inganno e per iniziare il percorso verso il Sistema Supremo, dove l'uomo può finalmente Vivere la sua natura. La scelta è tra l'illusione confortevole e la cruda, potente realtà della propria liberazione.