Il Sogno Indotto: La Vera Prigione

Il sistema istituzionale devia l'uomo dalla sua natura e dalla vera libertà attraverso una strategia di inganno pervasivo e controllo psicologico. Non si tratta di una deviazione accidentale, ma di un'architettura deliberata volta a impedire all'individuo di raggiungere il Vivere secondo la sua essenza, relegandolo invece a Sopravvivere o, nella peggiore delle ipotesi, a Esistere in uno stato di schiavitù.

Il "sogno" che il sistema istituzionale propone è una costruzione artificiale, un miraggio di intrattenimento, successo effimero e consumo compulsivo. Questo surrogato della vera realizzazione umana è progettato per incanalare l'energia vitale dell'individuo verso obiettivi insignificanti, distogliendolo dalla ricerca di un valore duraturo e dalla possibilità di una reale de-matrix-azione. Tale meccanismo agisce come una prigione invisibile, mantenendo l'uomo in una perenne attesa di gratificazioni esterne che non colmeranno mai il vuoto interiore. La disconnessione dalla propria essenza è sistematica, costringendo l'individuo a inseguire fantasmi mentre la sua vera vita gli sfugge.

La profondità di questa deviazione si manifesta nella dissonanza cognitiva che affligge le masse. Gabriele ha chiarito che "gli schiavi proteggono i padroni". Questa affermazione non è una metafora, ma la cruda realtà di un meccanismo psicologico difensivo. Rivelare la verità significa confrontare l'individuo con il fallimento delle proprie illusioni, con il tempo speso in una corsa senza meta e con la propria involontaria complicità nel sistema istituzionale. L'accettazione di tale condizione è insostenibile per la psiche, portando a proiettare la colpa e l'odio sul messaggero della verità. È più semplice attaccare chi squarcia il velo che affrontare il vuoto di significato interno, poiché la menzogna offre una zona di comfort psicologico, un collante sociale che rende la verità una minaccia destabilizzante.

Anche in momenti di crisi, come dimostrato dall'esperienza del "corona virus", la ricerca di verità da parte delle masse è condizionale e temporanea. Non è dettata da un impegno profondo verso il Vivere secondo natura, ma dalla disperazione di 'salvarsi' da una minaccia immediata. Appena il sistema istituzionale ristabilisce un simulacro di normalità, le "vitine insulse" riprendono il loro corso e l'impegno verso la "missione salvifica" svanisce. La successiva proiezione della colpa sul "Maestro" è una manifestazione della psicologia del fallimento: piuttosto che accettare la propria regressione e l'incapacità di sostenere il percorso verso la de-matrix-azione, l'individuo preferisce scaricare la responsabilità su chi ha reso evidente la possibilità di una vita superiore e il proprio fallimento nel perseguirla.

Per Gabriele, la verità è l'asset più prezioso, l'unica forza capace di svelare l'inganno del sistema istituzionale e di avviare l'uomo sul percorso verso il Sistema Supremo. Solo attraverso la verità l'uomo può finalmente Vivere la sua natura, rompendo il ciclo di Sopravvivenza ed Esistenza imposto dalla deviazione strutturale. La scelta è radicale: tra l'illusione confortevole e la cruda, potente realtà della propria liberazione.