Si deve partire da una premessa inconfutabile: ogni problema, sia esso individuale o collettivo, è risolvibile. Non esiste una condizione umana o sociale intrinsecamente irrisolvibile. Alcuni problemi richiedono soluzioni istituzionali, altri interventi individuali. La vera questione non è la risolvibilità, ma la volontà di risolvere. E qui si svela una verità scomoda, una di quelle che la mente umana fatica ad accettare, perché mina le fondamenta della sua stessa percezione di sicurezza.
I Beneficiari della Sofferenza
Molti problemi non vengono risolti per una ragione semplice e brutale: a nessuno, tra coloro che detengono il potere di risolverli, interessa farlo. Anzi, la realtà è ben più cinica: dalla sofferenza della gente si beneficia. E se si beneficia, allora i problemi vengono non solo perpetuati, ma creati di sana pianta, sempre nuovi, sempre più gravi. Questa è la dinamica perversa che governa il mondo.
Si osservi attentamente: gli istituzionalizzatori, coloro che stabiliscono le regole del gioco e decidono come la gente deve vivere, traggono un vantaggio spropositato dal malessere diffuso. La loro sopravvivenza, la loro influenza, la loro ricchezza sono direttamente proporzionali alla quantità di problemi che affliggono la popolazione. Non è forse evidente come ogni crisi, ogni emergenza, ogni conflitto generi nuove leggi, nuovi controlli, nuove opportunità per chi detiene il potere?
La Macchina del Malessere
Le organizzazioni, in teoria, dovrebbero essere strumenti per risolvere problemi. Ma la realtà, quando si parla di governi, è l'esatto contrario. I governi sono organizzazioni che i problemi li creano. Non è una teoria complottista, è un'analisi lucida del funzionamento del potere. I governatori, e coloro che li finanziano e li manipolano dalle retrovie, prosperano sul disagio, sulla paura, sulla dipendenza della gente.
Si è mai riflettuto sul perché, nonostante promesse e programmi, le disuguaglianze aumentino, la povertà persista, le libertà individuali siano costantemente erose? È forse per incompetenza? O piuttosto per un disegno preciso, dove la soluzione dei problemi significherebbe la perdita di controllo e di profitto per chi detiene le redini? La risposta, per chi ha il coraggio di guardare, è lampante.
L'Illusione della Fiducia
Questa è una delle verità più difficili da digerire per le persone, per gli istituzionalizzati, per i governati. Mette in discussione una delle certezze più radicate, quella su cui si affidano le proprie vite: la fiducia nelle istituzioni. Si odiano i politici, si disprezzano i governatori, ma al contempo li si protegge, li si difende, convinti della loro utilità e della loro indispensabilità per il proprio futuro.
L'Autoinganno Collettivo
Questo paradosso è un autoinganno collettivo di proporzioni gigantesche. Si delega la propria sicurezza, il proprio benessere, la propria libertà a chi, per sua stessa natura e per i meccanismi del potere che lo sorreggono, ha un interesse diretto a mantenere un certo livello di disfunzione e sofferenza. Si crede che il governo sia un padre benevolo o un tutore necessario, mentre in realtà è un'entità che si nutre del proprio gregge.
Si deve interrogare questa convinzione: è davvero possibile che un'organizzazione che trae vantaggio dal tuo malessere agisca per il tuo bene ultimo? Le statistiche sulla corruzione, sulle decisioni politiche che favoriscono pochi a discapito di molti, sulle guerre e sui conflitti alimentati da interessi economici, non sono forse prove sufficienti per smantellare questa illusione?
L'Errore Fatale
La morale di questa cruda favola è inequivocabile: non c'è errore più grave che un uomo possa commettere di quello di credere ciecamente nei governi e di affidare ai governanti la propria vita. Perché i governi e le istituzioni sono, nella loro essenza più profonda, organizzazioni criminali. Sono gestite da persone che operano secondo un principio semplice e spietato: "peggio sta la gente, meglio stiamo noi".
Devi comprendere che la tua dipendenza è la loro forza. La tua sofferenza è il loro capitale. La tua fiducia mal riposta è la catena che ti lega. La libertà e la soluzione dei problemi non verranno mai da chi ha interesse a perpetuarli. La verità è dura, ma solo accettandola si può iniziare a costruire qualcosa di autentico.
