💬 Eccellenze umane e imprenditoria
Guardate che bellezza, guardate che pace in questo posto. Qui in Serbia si può girare con i cani slegati, camminando tranquillamente. Passa una macchina ogni 30 minuti, è favoloso. Le persone sono amichevoli, quando passo mi salutano. Ormai mi hanno riconosciuto, aspettano Milo e Nocciolino, gli danno le ossa, i regali e fanno festa quando ci incontriamo. Al lago, i bambini vengono a giocare con i cani.
Posso dire una cosa sulla Serbia: è un paese che ha vissuto grandi cambiamenti. La guerra, Tito, tutto ciò che è successo con il comunismo e il capitalismo ha portato a trasformazioni rapide. Questi cambiamenti, in tempi brevi, possono causare un po' di destabilizzazione; ci vuole tempo per assestarsi. Tuttavia, qui prevale una filosofia russa, tipica dei paesi dell'est, come la Romania, che hanno vissuto la transizione dal comunismo al capitalismo. Ora il comunismo non esiste più da nessuna parte, se non in Corea del Nord. Molti credono di vivere ancora sotto regimi socialisti, ma la realtà è che gli stati funzionano secondo un modello capitalistico. Le persone che non lo capiscono sono quelle che ci rimettano, perché pensano che nel loro paese il mondo funzioni in un modo, mentre in realtà funziona in un altro.
Quelli che invece comprendono i cambiamenti e ciò che viene deciso dall'alto sono quelli che alla fine riescono a tirare fuori il ragno dal buco. Non puoi tirare fuori il ragno dal buco se esisti in modo incompatibile con il mondo in cui vivi, e questo è il caso per il 90% della popolazione.
Sono qui da un anno e qualcosa, e posso dire che questo è un paese amichevole. La gente è semplice, la maggior parte delle attività sono agricole e le persone sono accoglienti. Qui ti senti benvenuto. I problemi che ci sono, come in tutte le parti del mondo, sono problemi loro. Una persona che viene qui, anche dall'Italia o dall'Europa occidentale, percepisce una grande differenza. Se desideri un ambiente tranquillo, con bambini e strade sicure, questo è il posto giusto. Belgrado può essere un altro discorso, ma in generale, posso dire che i serbi sono persone per bene.
Nel senso sociale, stanno bene tra di loro, sono amichevoli e accoglienti. Chiaramente, la mentalità è quella comunista, quella dei lavoratori. Non ci si deve aspettare delle eccellenze, e in questo non c'è grande differenza con l'Italia. In Italia ci sono delle eccellenze, ma sono limitate. Le vere eccellenze sono gli imprenditori, perché sono quelli che contribuiscono di più alla crescita. In Italia, le eccellenze imprenditoriali si contano sulle dita di una mano.
Ricordo il caso di Tanzi con la Parmalat. A quei tempi, era considerato un grande imprenditore, ma alla fine si è rivelato un incompetente. Le eccellenze imprenditoriali di un tempo erano spesso legate a mezzi poco etici, a strategie discutibili. Oggi, l'epoca del nepotismo sta finendo. Questo può sembrare negativo, ma è anche positivo, perché le cose devono essere meritate. Tuttavia, chi merita è spesso molto pochi.
Negli ultimi decenni, l'accesso a molte opportunità è diventato più facile, il che ha portato le nuove generazioni a cercare una vita facile, senza considerare gli effetti negativi a lungo termine. Questo è un problema che affligge non solo l'Italia, ma il mondo intero. Mancano persone capaci di contribuire alla crescita e allo sviluppo.
Quando tornai in Italia nel 2004, volevo portare le mie esperienze dall'America, dove erano vent'anni avanti nel marketing e nella multimedialità. Incontrai anche personaggi importanti, ma mi resi conto che in Italia eravamo indietro. La qualità della connessione internet e delle infrastrutture era ancora primitiva.
Il punto è che in Italia non ci si prepara per essere pronti quando ci sono opportunità. La mentalità è quella di "correre ai ripari" invece di organizzarsi per essere i primi. Gli americani, per quanto possano avere i loro difetti, sono bravi ad anticipare i tempi. L'America, pur essendo considerata un cancro per il mondo, ha una cultura imprenditoriale che stimola l'innovazione.
Il welfare, che è stato introdotto in Italia, ha segnato l'inizio della fine del nostro paese. La cultura dell'assistenza ha preso piede, mentre sarebbe stato meglio promuovere la cultura dell'istruzione e del lavoro. Oggi, ci troviamo in una situazione difficile, con troppi debiti e una produzione insufficiente.
Il nostro paese è uno dei più indebitati d'Europa. La mancanza di individui capaci di contribuire è un problema che riguarda non solo l'Italia, ma anche altri paesi sovrasviluppati. Dobbiamo promuovere la cultura imprenditoriale e stimolare le persone a diventare grandi contributori alla crescita sociale.
In Italia, chi promuove la cultura imprenditoriale? A me viene in mente solo Briatore, che ha il coraggio di dire ai giovani di lavorare per imparare e diventare imprenditori. Il lavoro deve essere visto come un'opportunità di apprendimento, non come un ideale di vita.
Tuttavia, in Italia, il sistema non funziona come dovrebbe. Le organizzazioni e le associazioni che dovrebbero stimolare l'imprenditoria spesso non fanno nulla di concreto. Non dicono la verità sulle cause dei problemi e non propongono soluzioni efficaci.
Se vogliamo risolvere il malessere della gente, dobbiamo promuovere la cultura imprenditoriale. Dobbiamo insegnare alla gente a vivere e a stare al mondo. L'imprenditore non è un indipendente, ma un'entità sociale che deve collaborare con altri.
Quando si parla di libertà, io sono libero di dire certe cose che molti altri non possono permettersi di dire. La verità è un lusso che pochi possono permettersi. Quello che faccio è insegnare a vivere, perché non si può imparare a imprendere senza prima imparare a vivere.
Il segreto del successo imprenditoriale si trova nella conoscenza e nella preparazione su come funziona il mondo. È fondamentale capire che l'interesse a crescere e prosperare è ciò che distingue gli uomini dagli animali. Se non comprendiamo questo, rimarremo sempre indietro.
