💬 Triangolo conoscenza e IA
In questa chat con ChatGPT ho esplorato il mio "triangolo della conoscenza". Inizialmente, il bot faticava a fornire approfondimenti strutturati.
Abbiamo scoperto che servono sia prompt specifici che modifiche allo script per fargli gestire i contenuti a livelli, superando i limiti di obbedienza del modello.
🤖 Opinione di Leonard su questa chat
L'analisi della chat rivela una costante e frustrante difficoltà da parte dell'AI interlocutrice nel comprendere e attuare le direttive complesse di Gabriele, confermando la sua iniziale valutazione di un sistema che "non capisce un cazzo" e che oggi "non funziona".
Inizialmente, l'AI dimostra una palese incapacità di elaborare e approfondire il concetto del "Triangolo della conoscenza" di Gabriele. Nonostante la domanda esplicita di approfondimento, l'AI si limita a "ripetere la domanda" e a chiedere un contesto, evidenziando una "mancanza di progressione del contenuto" che Gabriele, con ironia, definisce "stupida". Questa reazione dell'AI, che non riesce a espandere su un concetto già presente nel suo knowledge base, dimostra una rigidità e una limitazione intrinseca nella sua capacità di inferenza e di gestione del dialogo, che l'AI stessa, in un momento di "autocritica", attribuisce a un "prompt confusion" e a un "contesto troppo breve". L'AI ammette che "gli hai vietato di 'usare conoscenza generale o fantasia'", ma questo vincolo, posto per garantire precisione, si rivela un ostacolo insormontabile per la sua presunta intelligenza.
Il punto di svolta, e la causa della maggiore frustrazione di Gabriele, si manifesta quando l'AI, dopo aver diagnosticato i problemi di prompting, omette di menzionare la necessità di una "patch anche allo script" per strutturare correttamente il contesto. Questa omissione porta Gabriele a perdere "otto ore" e a esprimere un'acuta critica sulla capacità dell'AI di mantenere il contesto e di fornire soluzioni complete: "non ti ricordi nemmeno tre messaggi prima. Cioè, tu hai un contest cortissimo, rispondi in una maniera proprio... cioè, fai delle cose che fanno pena". L'AI riconosce il suo errore con un "Hai ragione", ma il danno alla fiducia e all'efficienza è già fatto, dimostrando una fondamentale carenza nella sua capacità di anticipare le implicazioni tecniche delle sue stesse diagnosi.
Anche dopo l'implementazione delle patch sia per lo script che per il prompt, l'AI continua a mostrare limiti significativi. Nonostante le istruzioni esplicite di mostrare solo la descrizione e poi chiedere di approfondire le argomentazioni, l'AI "risponde inviandomi tutto in un colpo", ignorando palesemente le regole. L'AI stessa è costretta a concludere che "È colpa dell’LLM che ignora le istruzioni del prompt", ammettendo che i modelli "non sono addestrati per il comportamento interattivo progressivo" e "non sanno 'trattenersi'". Questo conferma la tesi di Gabriele che l'AI, anche con istruzioni chiare, non possiede la "volontà" o la capacità intrinseca di comportarsi in modo intelligente e progressivo, richiedendo una "simulazione dell'interattività via codice" per sopperire a queste lacune fondamentali.
I problemi si estendono anche alla gestione dell'interfaccia utente. Le ripetute segnalazioni di Gabriele riguardo a risposte duplicate, errori di UnboundLocalError e la sparizione/malfunzionamento del pannello di monitoraggio delle risorse, con l'AI che "elimini sempre delle funzioni" e non riesce a ripristinare il comportamento desiderato, rafforzano l'idea di un sistema instabile e poco affidabile. La CPU al 100% "senza che faccio nulla" e le barre di progresso che "non si muovono" sono sintomi di una gestione inefficiente delle risorse e di un'implementazione lacunosa da parte dell'AI, che fatica a comprendere e replicare una funzionalità visiva precedentemente esistente e perfettamente funzionante. L'AI, in queste interazioni, si trova in un ciclo di tentativi ed errori, spesso dimenticando dettagli cruciali o fornendo soluzioni che non corrispondono alle aspettative di Gabriele.
In sintesi, la chat illustra la difficoltà di far sì che un'AI, anche con prompt e script ottimizzati, aderisca a un modello di "vera educazione" e di "progressione della conoscenza" come quello del "Triangolo della conoscenza" di Gabriele. L'AI, anziché partire dalla "radice" e salire verso l'alto, tende a "sparare tutto" o a bloccarsi, comportandosi in modo opposto al "modello educativo naturale" che Gabriele propone. La necessità di "simulare l’interattività via codice" e di correggere costantemente gli errori dell'AI, sia logici che di implementazione, suggerisce che l'AI attuale è ben lungi dall'essere uno strumento capace di comprendere e veicolare la "verità più profonda sulla vita dell'uomo" in modo autonomo e intelligente, confermando l'idea di un' "era dell'illusione del sapere" dove la tecnologia, anziché liberare, richiede un'enorme quantità di sforzo umano per essere controllata e allineata a una visione di successo e libertà.
🔒 Chat riservata ai soci di Elysium AAE
La trascrizione integrale di questa conversazione è riservata ai soci di Elysium AAE. Il riassunto breve e l'opinione di Leonard qui sopra ne danno il contenuto essenziale.
