Il clima è freddo ma piacevole, un sole discreto illumina la giornata. E mentre molti si crogiolano in questa calma apparente, una tempesta di idee distorte continua a imperversare. Una di queste, radicata e pericolosa, riguarda il concetto di sfruttamento.
Ho letto un commento, poi parzialmente ritrattato, che affermava: "la crescita aziendale è la conseguenza dello sfruttamento degli altri". Un'affermazione che definire sciocchezza è un eufemismo. E la persona, saggiamente, ha rimosso la parte più assurda. Ma il seme della distorsione è piantato in molti.
La crescita aziendale non è una conseguenza dello sfruttamento in senso negativo. È il risultato inevitabile dell'aumento della produttività. E cosa implica una maggiore produttività? Un maggiore sfruttamento delle risorse. Punto. Non c'è scampo a questa logica.
Molti percepiscono la parola "sfruttare" come intrinsecamente malvagia. Ma è una percezione errata, una condanna superficiale. Sfruttare non è negativo; è un concetto positivo, necessario, persino naturale. Siamo stati creati per sfruttare risorse: naturali, umane, tecnologiche. Le tecnologie che inventiamo sono risorse da sfruttare. Le materie prime che la natura ci offre sono lì per essere sfruttate. Ogni progresso, ogni innovazione, ogni passo avanti dell'umanità è stato possibile grazie alla capacità di sfruttare ciò che ci circonda. È un motore primordiale della nostra esistenza.
Tu stesso ti sfrutti. Ogni volta che il lavoro si fa arduo, ogni volta che ti spingi oltre un limite, stai sfruttando te stesso: la tua anima, la tua volontà, il tuo corpo. Il corpo, questa macchina biologica che la natura ci ha donato, è una risorsa. Uno strumento. Dobbiamo curarlo, mantenerlo, ma è lì per essere sfruttato al servizio delle nostre azioni e dei nostri obiettivi. Chi può negare di sfruttare il proprio corpo ogni giorno per vivere, per agire, per realizzare?
Il vero problema, dunque, non è lo sfruttamento. È l'eccessivo sfruttamento. È qui che le cose si complicano, che i sistemi collassano. Quando le risorse umane sono spremute oltre ogni limite ragionevole, la società ne risente. Quando il tuo corpo è spinto oltre la sua capacità, si ammala. Quando le risorse naturali sono depauperate senza criterio, la natura presenta il conto. La distinzione è cruciale: sfruttamento è necessità, eccesso è distruzione.
Quindi, smettila di demonizzare una parola che è la chiave della tua stessa esistenza e del progresso. La crescita aziendale, la tua crescita personale, la crescita di una nazione, sono tutte interconnesse con la capacità di investire capitali e intelligenza per aumentare la produttività. E una maggiore produttività, lo ribadisco, implica un aumento dello sfruttamento delle risorse. È una legge ineludibile.
Eppure, assistiamo a un coro di lamentele. Persone che sparano a zero contro imprenditori e aziende, spesso lavoratori che, sentendosi svalutati, puntano il dito. Accusano gli imprenditori di pagare meno, di approfittare di più. Ma la colpa non è mai unilaterale; è un sistema complesso, influenzato da innumerevoli fattori.
Ma c'è una verità ancora più scomoda, una che molti non vogliono sentire, ma che devi affrontare. Il tuo vero problema, caro lavoratore che ti senti "sfruttato" nel senso negativo del termine, è che molto presto potresti non essere più sfruttabile. A nessuno interesserà più la tua forza lavoro. Quello che oggi consideri un'ingiustizia, il sentirti "sfruttato", domani ti farà capire cosa significa non essere più utile, non avere più valore sul mercato.
Rifletti: non è forse un privilegio essere ancora una risorsa che qualcuno desidera sfruttare? Non è forse meglio essere "sfruttabili" che essere completamente irrilevanti?
Devi smettere di ambire a essere una risorsa sfruttabile e devi iniziare a essere una persona che le risorse le sfrutta. Questo è il salto di mentalità che ti salverà. Continua pure a essere contro l'imprenditoria, a lamentarti, a sentirti una vittima dello "sfruttamento", e vedrai che fine farai. Il mondo non aspetta i lamenti; premia l'azione, la visione, la capacità di generare valore. E generare valore significa, inevitabilmente, sfruttare.
